Innocenti evasioni: quando le stelle non brillano.

Sarà stato il caos all’ingresso, la serata un po’ incerta, ma, nonostante in parecchi lo lodino, a me non è piaciuto granché.
Non mi voglio dilungare molto, quasi non ne volevo scrivere, ma mi pare un peccato dar giudizi solo sui ristoranti che apprezzo. Vale la pena parlare anche delle note negative ogni tanto, giusto per dar luogo anche a discussioni.

All’ingresso del ristorante mi sono trovata davanti una ventina di “gentleman” in giacca e cravatta che urlavano e ridevano tra loro. No. Non erano camerieri. Erano lì per qualche cena aziendale, suppongo. Ma questo non giustificava di certo il casino che facevano.
Irritata perché nessuno ci ha accolti come si deve (in un ristorante STELLATO), mi accingo a cercare in mezzo alla folla qualche buon uomo che assomigliasse vagamente ad un VERO cameriere.
Dopo circa un quarto d’ora sbuca un tizio vestito da cuoco che ci saluta (quasi fossimo amici), poi arriva anche un cameriere che ci fa accomodare ad un tavolo appena vicino all’ingresso dove, peraltro, i “gentleman” insistevano col la loro caciara.

Siamo rimasti lì seduti. Io e Diego. Per almeno 10 minuti in silenzio ad ammirare quella specie di centrotavola fatto coi grissini. Col sottofondo dei “gentleman”. -.-‘
La mia irritazione stava arrivando al culmine. Finché, dopo altri cinque minuti, un cameriere si degna di portarci gentilmente i menu. Nessun cenno ad un bicchiere di bollicine, giusto per “accoglierci”.

Avevo fame e l’unica cosa che potevo addentare i grissini. Che poi, è colpa di Diego se mi è venuto il dubbio che potesse essere un centrotavola! -.-‘
Bè, mentre leggo il menu e sgranocchio un pezzettino di grissino (non volevo rovinare l’opera d’arte!!), passano circa tre quarti d’ora, ma per fortuna quei pinguini si erano spostati dall’atrio e si era fatto un po’ di silenzio (non pensatemi viziata, non sono sempre così puntigliosa, ma se vado a spendere tanti soldini, capite che anche l’ambiente deve fare la sua parte? N.d.A.).

Abbiamo atteso ancora un po’, poi è finalmente arrivato il cameriere. Freddo. Abbiamo ordinato (piatti e vino) dopodiché ci ha portato via l’opera d’arte di grissini. (o.O)
Ma dico, sei impazzito!? Sto morendo di fame, non ci caga nessuno, passano le ore e tu mi porti via l’unica fonte di cibo che c’è!?

Ovviamente abbiamo atteso un bel po’ anche solo per ricevere la bottiglia di vino che avevamo scelto.
Ma grazie al cielo, insieme al vino hanno portato anche del pane.

Devo ammettere che, nonostante tutto, la bontà dei piatti effettivamente c’era. Quello che però mi ha lasciata un po’ delusa è stato proprio l’ambiente. Il caos, l’arredamento… Si andava dai faretti da cinema sul soffitto ai mobili della nonna in sala; per non parlare della muffa e le crepe sui muri!
Ah, quasi dimenticavo! Un clamoroso “LOL” per il piattino dei dolcetti: sullo sfondo (come potete vedere nella foto) si leggeva “regalaci il tuo like e seguici su twitter”… OMG!!. Quanto meno mi han fatta ridere un pochetto.

Secondo me è stata anche un po’ la serata sfigata, perché non c’era posto nel tanto lodato giardino… Probabilmente, se ci avessero fatto accomodare di là, la serata avrebbe preso una piega differente e avrei anche apprezzato di più il cibo.
Vi lascio con le foto dei piatti, non ricordo bene i nomi… abbiate pietà per una piccola donna isterica.

Baci e abbracci,
D.

Innocenti Evasioni

Innocenti Evasioni
Via Privata della Bindellina, 20155 Milano
Tel: +39 0233001882
WEBSITE: http://www.innocentievasioni.com/
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Da Alice le meraviglie non mancano.

Altra tappa del viaggio di nozze. Stavolta con un trattamento speciale: “Church”, ospite al nostro matrimonio.
Si comincia con la lettura del menù, accompagnato da un piccolo aperitivo “finger food”: paccheri fritti con fonduta di parmigiano, baccalà mantecato su pane carasau, tartina con salmone marinato al caffè e tartina di mirtilli rossi con crema di guanciale. E come inizio direi che è stato ottimo!
La cameriera (sì, perché sono tutte donne le cameriere di Alice!) ci ha poi servito un piccolo bouquet di lattuga con all’interno una crema di pistacchi e un piattino con una piccola patata lessa tagliata in due al cui interno c’era un pezzetto di pancetta. Bisognava “pucciarla” in questa polverina fatta di pane alle olive nere e gustare. Altra entrata a dir poco originale!

Alice Ristorante: aperitivo Alice Ristorante: entrata

Scelto i piatti da gustare, abbiamo avuto l’onore di scambiare due chiacchiere con una sommelier per la scelta del vino: abbiamo fin da subito notato la prevalenza di cantine “al femminile” nella carta dei vini. Il primo (quello che poi abbiamo scelto) era infatti il mio preferito: Marisa Cuomo, Ravello bianco (di cui vi avevo già parlato in qualche post più indietro).
Questo bianco dal sapore equilibrato con una lieve nota acidula, ha accompagnato i nostri antipasti: il misto crudo, ossia le tartare e i crudi del giorno abbinati a salse di verdura e frutta, e carpacci e fantasia.

A seguire il raviolo aperto di seppia cruda (ripieno di capesante, gamberi, scampi e frutti di mare. Un piatto dedicato al maestro Gualtiero Marchesi) per me e per Diego capesante con fiori di zucchina farciti.

Alice Ristorante: misto crudi Alice Ristorante: raviolo di seppia cruda
Alice Ristorante: carpacci e fantasia Alice Ristorante: fiori di zucchina ripieni e capesante

Finita la prima bottiglia di vino, ho concesso a Diego di sceglierne un’altra per accompagnare i prossimi piatti. Questa volta però abbiamo saltato i primi per gustarci appunto due antipasti a testa, siamo quindi passati al secondo senza indugi: io ho scelto il polipo con patate in 3 maniere, ossia un polipo alla Luciana con chips, crema e granita di patate; mentre Diego ha scelto il calamaro in tutta la sua essenza, cioè un calamaro scottato con crema di patata affumicata, polvere di nero, pallottole di pecorino e menta.

Alice Ristorante: polipo con patate in 3 maniere Alice Ristorante: il calamaro in tutta la sua essenza

Per concludere in bellezza, Diego ha deciso di prendere anche il dolce. E che dolce: Che Palla, cioè una palla di cioccolato fondente al cui interno c’era del gelato alla vaniglia e cacao, con zabaione e pan di spagna disidratato all’esterno.
E non poteva certo mancare il dolcetto di accompagnamento al caffè! Dei piccoli pasticcini davvero deliziosi!

Alice Ristorante: Che palla! Alice Ristorante: pasticcini

Non è semplice descrivere l’originalità e la novità di gusti che ho trovato nei piatti da Alice. Bisognerebbe davvero provarli, almeno una volta nella vita, ne vale realmente!

Vi lascio come sempre i recapiti del ristorante, ma vi comunico già che Alice si trasferirà a breve: forse non tutti sanno che PURTROPPO il teatro Smeraldo di Milano ha definitivamente chiuso. Al suo posto nascerà il nuovo Eataly, una catena alimentare di punti vendita di medie e grandi dimensioni specializzati nella vendita e nella somministrazione di generi alimentari tipici e di qualità (fonte: Wikipedia).
All’interno della struttura, quindi, aprirà il nuovo Alice Ristorante.
Per chi fosse interessato ad approfondire, ecco un articolo de “Il Gambero Rosso.

Alice Ristorante

Alice Ristorante
Via Adige 9, 20135 Milano
Tel: +39 025462930
WEBSITE: http://www.aliceristorante.it/

N.B.: Tnx to Church Family per il regalo di nozze!! 🙂

DesiProdaccion Acquasala - Trattoria pugliese

Un angolo di Puglia sui Navigli milanesi…

A piedi, sotto questo cielo incerto di maggio (di cui ormai non ne possiamo davvero più!) alla ricerca di un posticino caldo, accogliente, ma soprattutto economico, ci siamo presto imbattuti in questa graziosa trattoria che avevamo già notato più volte, ma dove non ci eravamo mai fermati per gustare un pranzo o una cena.
È ormai risaputo che ho mezzo sangue Salentino, quindi come non entrare in una trattoria pugliese che affaccia sul Naviglio?
Ed eccomi dunque, di nuovo qui, a raccontarvi la mia piccola serata in balia dei ricordi di quei sapori unici ed autentici.

Sono partita in quarta ordinando, come antipasto, le mie adorate pittule: delle piccole frittelle di pasta lievitata con all’interno (di solito a piacere), in questo specifico caso, ricotta forte e olive con porri pastellati; inoltre, la casa offriva una bruschetta con pomodoro fresco e del salame di cavallo per dare il benvenuto ai commensali.
Bè, buono, era buono, ma di certo nulla a che vedere con le pittule delle sagre Salentine, più unte e più grandi! 🙂

Acquasala - antipasto: pittule, bruschetta e salame di cavallo

Quella sera, devo dire la verità, per la prima volta, ero decisa su ciò che volevo mangiare. Ecco perché, anche con il primo sono andata sul sicuro: orecchiette alla “minchiata”, ovvero le classiche orecchiette con pomodorini, rucola e cacioricotta grattugiata sopra. Una delizia sia per il gusto che per la vista: splendidi ed invitanti erano i colori del piatto!

Acquasala - primo: orecchiette alla minchiata

Il mio compagno, invece, ha preferito le orecchiette di grano arso con pomodorini ciliegia e stracciatella d’Andria, ovviamente deliziose anche quelle, ma un po’ meno invitanti rispetto alle mie! 😛

Acquasala - primo: orecchiette di grano arso con pomodorini ciliegia e stracciatella d’Andria

Come secondo, abbiamo azzardato a prendere le bombette di Cisternino, ovvero degli involtini di capocollo di maiale con all’interno pezzetti di manzo, prosciutto e formaggio (caciocavallo ad Alberobello, pecorino grattugiato) e, per curiosità, dato che i nostri “anziani” ne parlano così bene, abbiamo chiesto di metterci anche un pezzettino di Gnummareddi, cioè degli involtini di interiora stretti all’interno del budello di agnelli (o capretti), delle dimensioni di circa 5 centimetri.
Sì, lo so che detta così può risultare stomachevole, ma vi giuro che è commestibile! >.<

… Bè, lo ammetto, il secondo non l'ho molto apprezzato, un po' per la pienezza e un po' perché non sempre riesco ad apprezzare la carne, ma nonostante tutto, vi assicuro che nell'insieme, la cena è stata davvero ottima. Ovviamente, non potevano mancare del buon pane pugliese e del rosso della casa.

Acquasala - pane e vino

La trattoria in questione è Acquasala, di seguito vi indicherò tutte le informazioni necessarie per raggiungere il posto, non vi intrattengo di più, vi lascio solo due perle in dialetto Salentino per allietarvi il resto della giornata, vediamo se ne capite il significato…

“ ci bive mieru campa cent’anni ”
“ l’oiu te ulia lu male porta via ”

Baci, baci,
D.

Acquasala - trattoria pugliese

Acquasala – trattoria pugliese
Ripa di p.ta Ticinese, 71 – 20143 Milano
Tel. 02.89423983 – info@acquasala.it
WEBSITE: http://www.acquasala.it/
FACEBOOK: page
ORARI: Mar – Dom: 12:30/14:30 – 19:30/24:00

Stasera cucina Cracco!

Bè, ecco, dopo un po’ di astinenza da blog, eccomi splendida come sempre a raccontarvi di qualche sera fa…

Poco meno di un mesetto fa, un mio amico su FB aveva condiviso il link ad un evento (a mio parere) stràfico: CIBO A REGOLA D’ARTE.
Incuriosita (perché quando si parla di cibo sono sempre in prima fila!) ho aperto il link e mi ritrovo due settimane piene di piccoli eventi all’insegna della cucina; protagonisti degli eventi: Davide Oldani e Carlo Cracco (il simpaticone di masterchef).

CIBO A REGOLA D’ARTE è un percorso dentro la cultura del cibo, alla scoperta e riscoperta di sapori, gusti, profumi, territori, storie e tradizioni.

CIBO A REGOLA D’ARTE per il pubblico è un’occasione di esplorazione dei territori, con le loro materie prime, le produzioni enogastronomiche, le eccellenze grandi o piccole, internazionali o locali, che credono nel loro Genius Loci, nell’anima della loro terra che si offre come esperienza culturale.
E’ un evento per il popolo dei «Foodies», appassionati che semplicemente AMANO IL CIBO per consumarlo, studiarlo, prepararlo e conoscerlo.

In pratica si trattava di mini workshop di cucina, piccole conferenze tenute dagli Dei della cucina italiana degli ultimi tempi e presentazioni di piatti tipici, il tutto presso il Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci.

Insomma, pareva una cosa divertente, interessante ed originale, che poteva distogliere un po’ le attenzioni dei milanesi dai problemi quotidiani!

Comunico quindi immediatamente la cosa ad un tizio che vive con me da troppo tempo, stra-appassionato di cucina e che ha quasi rischiato di partecipare alla prossima edizione di.. vabbè, lasciam perdere!

Così, Lui, ha voluto iscriversi ad una delle cene che concludevano le settimane di eventi: il 24/03/2013, Cena d’autore, firmata Carlo Cracco.

Ovviamente i posti erano terminati e la sua iscrizione per due persone è quindi finita in lista d’attesa.

Arriviamo al dunque: Lui era rimasto solo in quanto il suo amico non poteva accompagnarlo e quindi mi son dovuta “sacrificare”…
Bè, quale miglior premio per un sacrificio fatto(?!).

IL MENÙ

  • Tuorlo d’uovo marinato, piselli e menta
  • Risotto mantecato con lenticchie
  • Sottofiletto di vitello gratinato, capperi e liquerizia
  • Nuvola di mascarpone, lime e rum

I piatti su cui puntavo parecchio erano l’antipasto e il dolce ed effettivamente non mi hanno per nulla delusa, anzi: cosa darei per rimangiare quel tuorlo!
Gli altri due piatti, il primo ed il secondo, non mi convincevano molto: mi aspettavo un risotto color marrone, con all’interno le lenticchie intere, mentre per il “graten” di capperi e liquerizia (sì, perché con la “e” fa più figo) avevo molte perplessità.

#EINVECE(!) Il primo era un semplice risotto in bianco con sopra grattuggiate le lenticchie ben tostate (ma tanto, tanto #CIT di Cracco) in precedenza. Buono, eh, ma nulla di così eccezionale… Potrei tentare di rifarlo e credo possa anche uscirmi bene.

Il secondo invece, con mia gran sorpresa, era molto buono! L’accompagnamento era un petalo (-.-‘) di purea di rafano e due puntarelle (le mie verdure preferite); il “graten”, che era la mia più grossa perplessità della serata, si è invece scoperta una squisita salsina sopra al sottofiletto (scusate il gioco di parole) di cui, la liquerizia era appena appena percettibile, ma finito il piatto tornava su per allietare il palato.

Sottofiletto di vitello gratinato, capperi e liquerizia

Veniamo ora ai piatti forti!
Il tuorlo marinato (non ho ancora capito né come né con cosa) era qualcosa di indimenticabile: servito su un piatto di insalata sotto la quale c’era una crema di piselli e menta e intorno il sottilissimo bianco dell’uovo cotto non so come. Insomma, una vera libidine per noi comuni mortali!

Ecco, qui la fame ha preso il sopravvento e non mi sono ricordata di farvi una foto del piatto, I’m sorry!

Il dolce, invece era questa nuvola, sia come forma che come consistenza, di mascarpone avvolta in microgranelli di pan di Spagna e circondata da una cremina a base di rhum.

Nuvola di mascarpone, lime e rum

C’è da sottolineare che durante tutto ciò non riuscivi mai a tenere vuoto il calice: a partire dallo spumantino iniziale, i camerieri erano sempre pronti a rifornirti, fino a concludere con un rosso barricato (che a me, ovviamente, non piace!).

A fine cena, il nostro caro Chef è uscito per ricevere applausi e/o insulti ed io, ormai bella sull’ubriaco andante grazie agli infiniti camerieri pronti a servirti vino, non mi sono persa di certo l’occasione per divertirmi un po’ con lui!!
L’ho accolto con un bel “Mi stai diludendo! Hai fatto un mappazzone!“, riferendomi al risotto servito tutto schiacciato nel piatto (anche qui la fame, non essendosi ancora placata, mi ha fatto perdere l’occasione della fotografia, ma ne ho trovata uno sul web: FOTO). Cracco ha ovviamente sorriso e mi ha risposto: “Vuoi che muoro!?“, insomma, lo scambio di battute non mi ha distolta però dalla domanda che volevo porgli fin dall’antipasto:
Chef, ma se non voglio fare il tuorlo marinato, con cosa potrei abbinare quella fantastica crema di piselli e menta?
… ecco la sua reazione:

Carlo Cracco e DesiProdaccion: la domanda impossibile

Ok, la sua risposta è stata: “Oddio, non saprei” dopodiché ha passato la palla al suo tirapiedi, lo Chef Luigi Taglienti, che mi ha risposto: “Forse, con del prosciutto crudo“.

Dopodiché Cracco, rivolto ad una signora che poco prima gli chiese come mai non ridesse mai, essendo un così bel ragazzo: “Vede signora perché non sorrido mai?“.

La serata si è conclusa quindi con una bella risata ed una foto ricordo:

Carlo Cracco e DesiProdaccion: foto ricordo

Alzaia Naviglio Grande - Milano

Al Coniglio Bianco

Ti senti un po’ nel paese delle Meraviglie quando entri in questo ristorante… Entri in un mondo parallelo, dove ogni tuo desiderio è un ordine.

Al Coniglio Bianco

“Ecco, per cominciare, vorrei una bottiglia di Ravello!”
Ve lo consiglio vivamente, se mai capitaste a Milano, precisamente sui Navigli (in zona Darsena), entrate al Coniglio Bianco ed ordinate un Ravello! Un ottimo vino bianco. Fermo. Costa d’Amalfi, del 2008.

Costa d’Amalfi Ravello Bianco 2008

Per quanto riguarda i piatti, invece, vi consiglio di provare ogni cosa. Andrete comunque sul sicuro.
L’ultima volta che sono stata Al Coniglio bianco ho preso come antipasto una passata di fave con gambero di Mazara ed un fantastico risotto, che al solo pensiero, ancora mi viene l’acquolina: risotto alla crema cruda di gambero rosso con tartare di gambero di Mazara. Credo che il nome intenda già il valore di questo piatto.

Al coniglio Bianco: Risotto con crema cruda di gambero di Mazara

Che altro dire? dovete provarlo! Ecco le informazioni:

Al coniglio Bianco

Al Coniglio Bianco
Alzaia Naviglio Grande, 12 – 20144 Milano
Tel. 02 58100910 – alconigliobianco@alice.it
Aperto a pranzo e a cena tutti i giorni incluso Sabato e Domenica. Chiuso il Martedì
WEBSITE: http://www.alconigliobianco.it/