Da Alice le meraviglie non mancano.

Altra tappa del viaggio di nozze. Stavolta con un trattamento speciale: “Church”, ospite al nostro matrimonio.
Si comincia con la lettura del menù, accompagnato da un piccolo aperitivo “finger food”: paccheri fritti con fonduta di parmigiano, baccalà mantecato su pane carasau, tartina con salmone marinato al caffè e tartina di mirtilli rossi con crema di guanciale. E come inizio direi che è stato ottimo!
La cameriera (sì, perché sono tutte donne le cameriere di Alice!) ci ha poi servito un piccolo bouquet di lattuga con all’interno una crema di pistacchi e un piattino con una piccola patata lessa tagliata in due al cui interno c’era un pezzetto di pancetta. Bisognava “pucciarla” in questa polverina fatta di pane alle olive nere e gustare. Altra entrata a dir poco originale!

Alice Ristorante: aperitivo Alice Ristorante: entrata

Scelto i piatti da gustare, abbiamo avuto l’onore di scambiare due chiacchiere con una sommelier per la scelta del vino: abbiamo fin da subito notato la prevalenza di cantine “al femminile” nella carta dei vini. Il primo (quello che poi abbiamo scelto) era infatti il mio preferito: Marisa Cuomo, Ravello bianco (di cui vi avevo già parlato in qualche post più indietro).
Questo bianco dal sapore equilibrato con una lieve nota acidula, ha accompagnato i nostri antipasti: il misto crudo, ossia le tartare e i crudi del giorno abbinati a salse di verdura e frutta, e carpacci e fantasia.

A seguire il raviolo aperto di seppia cruda (ripieno di capesante, gamberi, scampi e frutti di mare. Un piatto dedicato al maestro Gualtiero Marchesi) per me e per Diego capesante con fiori di zucchina farciti.

Alice Ristorante: misto crudi Alice Ristorante: raviolo di seppia cruda
Alice Ristorante: carpacci e fantasia Alice Ristorante: fiori di zucchina ripieni e capesante

Finita la prima bottiglia di vino, ho concesso a Diego di sceglierne un’altra per accompagnare i prossimi piatti. Questa volta però abbiamo saltato i primi per gustarci appunto due antipasti a testa, siamo quindi passati al secondo senza indugi: io ho scelto il polipo con patate in 3 maniere, ossia un polipo alla Luciana con chips, crema e granita di patate; mentre Diego ha scelto il calamaro in tutta la sua essenza, cioè un calamaro scottato con crema di patata affumicata, polvere di nero, pallottole di pecorino e menta.

Alice Ristorante: polipo con patate in 3 maniere Alice Ristorante: il calamaro in tutta la sua essenza

Per concludere in bellezza, Diego ha deciso di prendere anche il dolce. E che dolce: Che Palla, cioè una palla di cioccolato fondente al cui interno c’era del gelato alla vaniglia e cacao, con zabaione e pan di spagna disidratato all’esterno.
E non poteva certo mancare il dolcetto di accompagnamento al caffè! Dei piccoli pasticcini davvero deliziosi!

Alice Ristorante: Che palla! Alice Ristorante: pasticcini

Non è semplice descrivere l’originalità e la novità di gusti che ho trovato nei piatti da Alice. Bisognerebbe davvero provarli, almeno una volta nella vita, ne vale realmente!

Vi lascio come sempre i recapiti del ristorante, ma vi comunico già che Alice si trasferirà a breve: forse non tutti sanno che PURTROPPO il teatro Smeraldo di Milano ha definitivamente chiuso. Al suo posto nascerà il nuovo Eataly, una catena alimentare di punti vendita di medie e grandi dimensioni specializzati nella vendita e nella somministrazione di generi alimentari tipici e di qualità (fonte: Wikipedia).
All’interno della struttura, quindi, aprirà il nuovo Alice Ristorante.
Per chi fosse interessato ad approfondire, ecco un articolo de “Il Gambero Rosso.

Alice Ristorante

Alice Ristorante
Via Adige 9, 20135 Milano
Tel: +39 025462930
WEBSITE: http://www.aliceristorante.it/

N.B.: Tnx to Church Family per il regalo di nozze!! 🙂

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Carlo dà il via alla maniera sua…

Ed ecco la prima vera tappa del nostro fantastico VIAGGIO DI NOZZE.

La Maniera di Carlo, un bellissimo ristorante di cucina italiana in zona XXII Marzo, che ha voluto incarnare un insieme di buone maniere che soddisfano tutti i sensi, che rievocano ricordi e tradizioni assopite che facciano guardare al futuro con ottimismo e vivere il presente in maniera entusiasta (#cit. Francesco Germani). Ed è proprio con entusiasmo che lo staff, che in media raggiunge appena i 25 anni di età, gestisce questo grazioso posticino.
Sono rimasta davvero stupita dalla professionalità che questi giovani camerieri dimostravano nel servire le pietanze impeccabili.
Il ristorante però non è gestito da “Carlo”, ma dal figlio, che ha voluto rendere omaggio al padre scomparso dando nome al locale ricordando le sue buone maniere. L’ambiente è elegante e caldo, nulla è lasciato al caso, tutto indica una raffinata cura per i dettagli e questo garantisce la giusta intimità, che ho avuto il piacere di provare sedendomi al tavolino vicino ad una porticina che porta al cortile, ottimo per la calda stagione.

Appena arrivati, ci hanno fatti accomodare e come benvenuto, lo chef, aveva preparato questa sorta di “pinzimonio moderno” con una spuma di barbabietola (premetto: non mangio barbabietole.). Un benvenuto fresco ed originale, ho apprezzato (abbiamo, perché anche Diego non mangia barbabietole) persino la spuma!
Mentre sorseggiavamo delle bollicine, abbiamo sfogliato il menù. Ovviamente, come da bon-ton, nel mio non erano presenti i prezzi, come invece lo erano in quello per l’uomo. La scelta è stata ardua, ma alla fine siamo arrivati a decidere per una cena a base di pesce.
Come ogni ristorante di lusso che si rispetti, non è definibile tale se non c’è un’entrée. Ecco, in questo caso, io ci tornerei più e più volte anche solo per questo piccolo piattino: un cannolo di pasta fillo con all’interno melanzane tritate, salsa di parmigiano e, ai lati, pomodorini confit (questi ormai sono la mia ossessione!!).

La Maniera di Carlo - Entrée

Abbiamo quindi iniziato la cena con i crudi: io ho optato per la tartare di seppia alla vodka e basilico, leggera salsa wasaby e soya e insalatina di crauto bianco. Diego è stato invece tentato dai crudi di pesce, frutta e fantasia, un piatto davvero curato nei gusti e nell’aspetto: la cucina infatti si fonde su un’attenzione meticolosa per le materie prime e sulla continua ricerca di eccellenze, fornite da una selezione di piccoli produttori italiani. Erano degli assaggi di vari pesci e crostacei, ognuno abbinato con un frutto o una salsina.

La Maniera di Carlo - Tartare di seppia

La Maniera di Carlo - Crudi misti

Ovviamente, la mia scelta era la migliore e quindi, Diego, ha pensato bene di fregarmi quel delizioso piatto di tartare, cedendomi il suo misto crudo.. -.-‘

Da dividere, invece, abbiamo scelto un (SIGNOR) gamberone rosso Carabineros, melone, passion fruit e alghe shiso. Bè, sono ancora senza parole per poterlo descrivere. Era qualcosa di tremendamente buono!!

La Maniera di Carlo - Gamberone rosso Carabineros

Ok. Finiti gli antipasti, mi è arrivato al tavolo un cucchiaio ed ho esultato: come primo avevo scelto degli spaghetti e, da buona terrona, sono abituata a mangiarli col cucchiaio, quindi mi domandavo se in un posto del genere era possibile anche solo immaginare di chiederne uno… Ma poi ho capito.
C’era un assaggio a metà del pasto per ripulire il palato: una schiuma di schweppes con cetriolo tritato. Delusa per via del cucchiaio, ma molto, molto colpita anche da questa entrée dei primi…

La Maniera di Carlo -

A seguire, come accennavo prima, ho scelto una carbonara di mare affumicata, invitante per via delle uova di salmone che io adoro (!), erano degli spaghetti neri alla chitarra al the Lapsang Souchong con gamberi e, appunto, uova di salmone. Ottimi, ma a gusto personale, un po’ nauseanti: le porzioni sembrano piccina, ma in realtà riempiono un sacco!

La Maniera di Carlo - Spaghetti alla chitarra in carbonara di mare

Diego ha invece preso lo spaghettone di Gragnano selezione Afeltra con alici, n’duja, pane alle erbe e granella di pistacchio. Erano talmente buoni che si è persino scordato di farmeli assaggiare! -.-‘

La Maniera di Carlo - spaghettone di Gragnano

A questo punto eravamo abbastanza provati. Ma, dato che generalmente non riusciamo quasi mai ad arrivare al dolce, Diego ha deciso di provare il tiramisù con granita di caffè. Ma prima (!), entrée del dolce!! >.<
Un semifreddo allo yogurt, pesche e sorbetto di basilico.

La Maniera di Carlo -

L’assaggio era squisito. Ma il tiramisù ancora di più! (sono in vena di rime)

La Maniera di Carlo - Tiramisù con granita di caffé

Per concludere in bellezza, il titolare ci ha deliziati con un amaro che può far digerire persino la peperonata(!!); un nome, un programma: TOCCASANA, ho detto tutto.

Ok, perdonatemi: le foto non sono il massimo ma era pur sempre una cena romantica (!) e quindi la luce era parecchio soffusa… Photoshop aiuta, ma non sempre fa miracoli! 😛

Vorrei concludere accennandovi una futura recensione. Più o meno…
Dopo La Maniera di Carlo, no, non la stessa sera, qualche sera dopo, siamo stati in un ristorante con una Stella Michelin. A confronto, La Maniera di Carlo ne merita almeno una in più di quest’altro…
Non voglio rovinarvi la sorpresa, quindi non vado oltre.

Vi basti sapere che non tutte le stelle brillano.

Xo, Xo.
D.

La Maniera di Carlo

La Maniera di Carlo
Via Pietro Calvi, 20129 Milano
Tel. + 39 02 76024261
WEBSITE: http://www.lamanieradicarlo.it/
Cake topper

Non la solita lista nozze…

Ebbene sì, mi sono maritata (!!!), ecco la causa della mia assenza.

Non voglio di certo annoiarvi raccontandovi delle nozze, vi narro invece della scelta della nostra lista nozze…

Parto dal principio: purtroppo si sa, le aziende di ‘sti tempi, quando si tratta di assunzione, si tirano indietro e così anche la mia (ormai ex). Quindi alla ricerca di una nuova occupazione, l’ho finalmente trovata. Questo però ha implicato la rinuncia al viaggio di nozze che, ahimè, ho capito solo ora quanto in realtà serve(!), specie per chi organizza un matrimonio fuori porta e con invitati poco indipendenti… (-.-‘)

Io e (oddio!) mio marito, abbiamo quindi optato per un viaggio di nozze CULINARIO: lo sapete ormai bene quanto sia amante del cibo e del buon vino.
Quale occasione migliore, dunque, se non il guadagno del matrimonio per spendere in ristoranti? ! E poi, diciamocelo, a Milano ci sono dei gran bei ristoranti costosi! 😀

Abbiamo dunque raccolto in una paginetta alcuni dei ristoranti che da qualche tempo ci incuriosiscono: http://www.notredem.com/notremonio.

Ed ora via… ringrazio fin da subito chi ha partecipato (e/o chi parteciperà) alla “colletta” e che mi (ci) sta dando quindi modo di sperimentare nuovi gusti, nuovi abbinamenti, nuove emozioni.
L’occasione è d’oro per recensire i migliori ristoranti di Milano (e non). Non perdo quindi tempo in chiacchiere…

Buona lettura, brutte bestie!
Muà, D.