Ristorante Charlie 1983 | DesiProdaccion

Ristorante Charlie 1983.

Mancava forse solo lo Stregatto, ma direi che il padrone di casa era un ottimo sostituto. Il sorriso era tale quale.

Ristorante Charlie 1983, gli chef

Ci hanno fatto accomodare ad un grande tavolo rotondo, vicino ad un bellissimo camino e ad un quadro che molto probabilmente è stato causa della mia percezione d’esser nel paese delle meraviglie, ma direi che magia e simpatia non sono di certo mancate. Personale molto accogliente che subito ci ha offerto delle bollicine per accompagnare la lettura del menu.
Al tavolo, a fianco delle classiche posate avevamo anche un piccolo pennello ed un ciotolino che la cameriera ci ha riempito con dell’olio da degustare insieme ad una brioches e dei paninetti fatti in casa.

Ristorante Charlie 1983 - Tavolo e camino Ristorante Charlie 1983 - Olio in degustazione

Dopo aver ordinato, si comincia con un’entrée a base di anguria cotta a bassa temperatura e ricotta cotta al forno ed una piccola frittura mista di pesce. Il primo piatto non era troppo nelle nostre corde, direi che è stata una novità assoluta mangiare l’anguria cotta, ma la frittura era speciale.

Ristorante Charlie 1983 - Anguria cotta a bassa pressione e ricotta al forno Ristorante Charlie 1983 - Frittura mista di pesce

Decidiamo quindi di cominciare con un piatto (che si è poi rivelato più un vassoio) di crudo misto con frutta, pomodori e burrata. Primo divertimento della serata è stato quello di riuscire a trovare l’abbinamento migliore tra i vari ingredienti: tonno, salmone rosso, scampi e gamberi di Mazara con la varietà di frutta disponibile sul tagliere, come fragoline di bosco, mirtilli, lamponi, more e pesca e poi la burrata, da accompagnare ovviamente al pomodorino.
Lo chef aveva inoltre firmato i piatti vuoti, serviti davanti a noi per poter gustare l’antipasto, con del nero di seppia.

Ristorante Charlie 1983 - Crudo di pesce con frutta, burrata e pomodorini Ristorante Charlie 1983 - Piatto firmato dalla chef

Mentre ci gustavamo questo infinito antipasto di crudi entra uno strano soggetto con in mano un grosso cartone chiedendo se qualcuno in sala aveva ordinato della pizza. Era lo chef che, a questo punto, ricordava un po’ il cappellaio matto, ma senza cappello.
Apre il cartone di pizza e serve una fetta ad ogni commensale. Era pizza al nero di seppia, fatta da lui. Scenetta molto divertente, originale come quell’ottima pizza: avrei fatto volentieri il bis!

Ristorante Charlie 1983 - Pizza al nero di seppia

Servita la pizza, lo chef si avvicina a noi e ci consiglia degli ottimi vini da accompagnare ai piatti scelti ed inoltre ci consiglia il secondo che ancora non avevamo ordinato.
Apre una bottiglia e brinda insieme a noi una delle tappe del nostro fantastico viaggio di nozze.

Marito ha proseguito il viaggio con un primo squisito: spaghetti Massimo Mancini, sarde in saor, finocchietto, pan grattato saporito, pinoli; mentre io ho deciso per dei ravioli ripieni con gamberi, pomodorini e basilico rosso.

Ristorante Charlie 1983 - spaghetti Ristorante Charlie 1983 - ravioli

Per rimanere in tema mare, lo chef ci consigliava il suo astice con cipolla e patate in crema rosa. Il piatto era obiettivamente buono, ma l’astice ci è parso un po’ troppo cotto, quindi difficile da mandar giù.
Teniamo però anche conto che avevamo già mangiato molto per non parlare dei vini degustati con i diversi piatti. Non possiamo quindi dare di certo un cattivo giudizio a questo secondo a base di astice.

Ristorante Charlie 1983 - astice Ristorante Charlie 1983 - bicchieri vuoti

La cena si è quindi conclusa con della piccola pasticceria da leccarsi i baffi.

Ristorante Charlie 1983 - Piccola Pasticceria

L’esperienza da Charlie è stata davvero unica non solo per l’ottimo cibo e i vini perfettamente accompagnati, ma anche per l’ospitalità e il divertimento offerto dallo chef e il personale di sala.
Ottimi anche i prezzi, ottimo il rapporto qualità/prezzo.
Ve lo consiglio.

Un abbraccio,
D.

Ristorante Charlie 1983

Ristorante Charlie 1983
Via Pisani Dossi N° 28/30
Albairate(MI)
Tel: +39 02.9406635
WEBSITE: http://www.ristorantecharlie1983.com/
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Unico Restaurant - ristorante

Unico Restaurant, unico panorama.

Da Unico Restaurant è stata un’esperienza da brivido, ma in senso positivo.

Ok, lo ammetto, non tutti i ristoranti che abbiamo visitato erano presenti nella lista nozze, ma ci siamo fatti prendere un po’ la mano… E ne è valsa la pena! (N.d.A.)

Unico Restaurant è il ristorante più alto di Italia, infatti è situato all’ultimo piano del grattacielo WJC, il 20°. Per raggiungerlo, basta prendere l’ascensore (grazie, Demone Celeste!) …vetrato: per quelli che come me soffrono di vertigini è consigliato guardare la porta dell’ascensore, quella è metallo!
Siamo stati accolti dalla receptionist che ci ha accompagnati all’ingresso del ristorante per poi affidarci al cameriere. Il ristorante è fatto di vetrate gigantesche che affacciano su tutta Milano (per me è stato abbastanza traumatico anche l’ingresso quindi…), un panorama davvero da brivido!

Ci hanno accompagnati al tavolo che, ovviamente, poggiava ad una delle infinite vetrate, quindi ho optato per la posizione più interna. Quando mi sono finalmente seduta sono riuscita a rilassarmi e godermi la splendida serata che ora vi racconterò.

Unico Restaurant: panorama

Grandi tavoli principalmente ovali e semi rotondi (il lato che si appoggia alla vetrata è dritto), apparecchiati con grande raffinatezza; al centro della sala c’è un tavolo dorato, una grande onda d’oro che illumina il ristorante. Un ambiente davvero tranquillo (non come quello del post precedente! -.-‘), rilassante, nonostante le vertigini, che ti fa sentire comunque al sicuro.
Come tutti gli stellati che si rispettino (Innocenti Evasioni escluso, quindi…), ci hanno subito servito delle bollicine e una piccola entrée (a base di chips di riso) per accompagnare la lettura del menu.

Diego ha scelto il menu degustazione che prevedeva sei portate: Capesante con pomodoro e mango, Palamita con spinacini e salsa al rafano, Vitello tonnato su composta di limone e capperi, Gnocchi di barbabietola con crema di patate e ricotta affumicata, Guancia di vitello brasata con piselli e lattuga, Cubo di pastiera napoletana con rabarbaro e fragole.

Io invece, sono stata tentata da due portate del menu alla carta: Battuta di gamberi rossi di Mazara con maionese alla bottarga e frutto della passione e Spaghetti cacio e pepe con porri e ricci di mare, per poi concludere con il dessert, Pineta, gelato ai pinoli, terra di cioccolato e gel di pino.

Abbiamo concluso poi la serata con l’arrivo di Elisabetta Canalis e Mastrolindo, caffè, con piccola pasticceria e, per chiudere in bellezza, un bel bicchiere di Zacapa XO (e scusa se è poco!). Una serata davvero incantevole. E, sinceramente, non vedo l’ora che arrivi l’inverno coi suoi temporali per tornare lì, nonostante le vertigini, per godermi lo spettacolo dall’alto…

Baci, baci,
D.

Unico Restaurant

Unico Restaurant
Viale Achille Papa, 30, 20149 Milano
Tel: +39 02 39261025
WEBSITE: http://www.unicorestaurant.it/entrance.html

Innocenti evasioni: quando le stelle non brillano.

Sarà stato il caos all’ingresso, la serata un po’ incerta, ma, nonostante in parecchi lo lodino, a me non è piaciuto granché.
Non mi voglio dilungare molto, quasi non ne volevo scrivere, ma mi pare un peccato dar giudizi solo sui ristoranti che apprezzo. Vale la pena parlare anche delle note negative ogni tanto, giusto per dar luogo anche a discussioni.

All’ingresso del ristorante mi sono trovata davanti una ventina di “gentleman” in giacca e cravatta che urlavano e ridevano tra loro. No. Non erano camerieri. Erano lì per qualche cena aziendale, suppongo. Ma questo non giustificava di certo il casino che facevano.
Irritata perché nessuno ci ha accolti come si deve (in un ristorante STELLATO), mi accingo a cercare in mezzo alla folla qualche buon uomo che assomigliasse vagamente ad un VERO cameriere.
Dopo circa un quarto d’ora sbuca un tizio vestito da cuoco che ci saluta (quasi fossimo amici), poi arriva anche un cameriere che ci fa accomodare ad un tavolo appena vicino all’ingresso dove, peraltro, i “gentleman” insistevano col la loro caciara.

Siamo rimasti lì seduti. Io e Diego. Per almeno 10 minuti in silenzio ad ammirare quella specie di centrotavola fatto coi grissini. Col sottofondo dei “gentleman”. -.-‘
La mia irritazione stava arrivando al culmine. Finché, dopo altri cinque minuti, un cameriere si degna di portarci gentilmente i menu. Nessun cenno ad un bicchiere di bollicine, giusto per “accoglierci”.

Avevo fame e l’unica cosa che potevo addentare i grissini. Che poi, è colpa di Diego se mi è venuto il dubbio che potesse essere un centrotavola! -.-‘
Bè, mentre leggo il menu e sgranocchio un pezzettino di grissino (non volevo rovinare l’opera d’arte!!), passano circa tre quarti d’ora, ma per fortuna quei pinguini si erano spostati dall’atrio e si era fatto un po’ di silenzio (non pensatemi viziata, non sono sempre così puntigliosa, ma se vado a spendere tanti soldini, capite che anche l’ambiente deve fare la sua parte? N.d.A.).

Abbiamo atteso ancora un po’, poi è finalmente arrivato il cameriere. Freddo. Abbiamo ordinato (piatti e vino) dopodiché ci ha portato via l’opera d’arte di grissini. (o.O)
Ma dico, sei impazzito!? Sto morendo di fame, non ci caga nessuno, passano le ore e tu mi porti via l’unica fonte di cibo che c’è!?

Ovviamente abbiamo atteso un bel po’ anche solo per ricevere la bottiglia di vino che avevamo scelto.
Ma grazie al cielo, insieme al vino hanno portato anche del pane.

Devo ammettere che, nonostante tutto, la bontà dei piatti effettivamente c’era. Quello che però mi ha lasciata un po’ delusa è stato proprio l’ambiente. Il caos, l’arredamento… Si andava dai faretti da cinema sul soffitto ai mobili della nonna in sala; per non parlare della muffa e le crepe sui muri!
Ah, quasi dimenticavo! Un clamoroso “LOL” per il piattino dei dolcetti: sullo sfondo (come potete vedere nella foto) si leggeva “regalaci il tuo like e seguici su twitter”… OMG!!. Quanto meno mi han fatta ridere un pochetto.

Secondo me è stata anche un po’ la serata sfigata, perché non c’era posto nel tanto lodato giardino… Probabilmente, se ci avessero fatto accomodare di là, la serata avrebbe preso una piega differente e avrei anche apprezzato di più il cibo.
Vi lascio con le foto dei piatti, non ricordo bene i nomi… abbiate pietà per una piccola donna isterica.

Baci e abbracci,
D.

Innocenti Evasioni

Innocenti Evasioni
Via Privata della Bindellina, 20155 Milano
Tel: +39 0233001882
WEBSITE: http://www.innocentievasioni.com/

Da Alice le meraviglie non mancano.

Altra tappa del viaggio di nozze. Stavolta con un trattamento speciale: “Church”, ospite al nostro matrimonio.
Si comincia con la lettura del menù, accompagnato da un piccolo aperitivo “finger food”: paccheri fritti con fonduta di parmigiano, baccalà mantecato su pane carasau, tartina con salmone marinato al caffè e tartina di mirtilli rossi con crema di guanciale. E come inizio direi che è stato ottimo!
La cameriera (sì, perché sono tutte donne le cameriere di Alice!) ci ha poi servito un piccolo bouquet di lattuga con all’interno una crema di pistacchi e un piattino con una piccola patata lessa tagliata in due al cui interno c’era un pezzetto di pancetta. Bisognava “pucciarla” in questa polverina fatta di pane alle olive nere e gustare. Altra entrata a dir poco originale!

Alice Ristorante: aperitivo Alice Ristorante: entrata

Scelto i piatti da gustare, abbiamo avuto l’onore di scambiare due chiacchiere con una sommelier per la scelta del vino: abbiamo fin da subito notato la prevalenza di cantine “al femminile” nella carta dei vini. Il primo (quello che poi abbiamo scelto) era infatti il mio preferito: Marisa Cuomo, Ravello bianco (di cui vi avevo già parlato in qualche post più indietro).
Questo bianco dal sapore equilibrato con una lieve nota acidula, ha accompagnato i nostri antipasti: il misto crudo, ossia le tartare e i crudi del giorno abbinati a salse di verdura e frutta, e carpacci e fantasia.

A seguire il raviolo aperto di seppia cruda (ripieno di capesante, gamberi, scampi e frutti di mare. Un piatto dedicato al maestro Gualtiero Marchesi) per me e per Diego capesante con fiori di zucchina farciti.

Alice Ristorante: misto crudi Alice Ristorante: raviolo di seppia cruda
Alice Ristorante: carpacci e fantasia Alice Ristorante: fiori di zucchina ripieni e capesante

Finita la prima bottiglia di vino, ho concesso a Diego di sceglierne un’altra per accompagnare i prossimi piatti. Questa volta però abbiamo saltato i primi per gustarci appunto due antipasti a testa, siamo quindi passati al secondo senza indugi: io ho scelto il polipo con patate in 3 maniere, ossia un polipo alla Luciana con chips, crema e granita di patate; mentre Diego ha scelto il calamaro in tutta la sua essenza, cioè un calamaro scottato con crema di patata affumicata, polvere di nero, pallottole di pecorino e menta.

Alice Ristorante: polipo con patate in 3 maniere Alice Ristorante: il calamaro in tutta la sua essenza

Per concludere in bellezza, Diego ha deciso di prendere anche il dolce. E che dolce: Che Palla, cioè una palla di cioccolato fondente al cui interno c’era del gelato alla vaniglia e cacao, con zabaione e pan di spagna disidratato all’esterno.
E non poteva certo mancare il dolcetto di accompagnamento al caffè! Dei piccoli pasticcini davvero deliziosi!

Alice Ristorante: Che palla! Alice Ristorante: pasticcini

Non è semplice descrivere l’originalità e la novità di gusti che ho trovato nei piatti da Alice. Bisognerebbe davvero provarli, almeno una volta nella vita, ne vale realmente!

Vi lascio come sempre i recapiti del ristorante, ma vi comunico già che Alice si trasferirà a breve: forse non tutti sanno che PURTROPPO il teatro Smeraldo di Milano ha definitivamente chiuso. Al suo posto nascerà il nuovo Eataly, una catena alimentare di punti vendita di medie e grandi dimensioni specializzati nella vendita e nella somministrazione di generi alimentari tipici e di qualità (fonte: Wikipedia).
All’interno della struttura, quindi, aprirà il nuovo Alice Ristorante.
Per chi fosse interessato ad approfondire, ecco un articolo de “Il Gambero Rosso.

Alice Ristorante

Alice Ristorante
Via Adige 9, 20135 Milano
Tel: +39 025462930
WEBSITE: http://www.aliceristorante.it/

N.B.: Tnx to Church Family per il regalo di nozze!! 🙂

Sadler - sala privè

Il viaggio prosegue da Sadler

Ed eccoci alla seconda tappa del tanto ammirato viaggio di nozze (bè, sì, dicono tutti che è stata un’idea geniale!): Sadler, a due passi da casa nostra.
Un ambiente delizioso, silenzioso, con luci soffuse ed effetti di colori, che regalano la giusta intimità ad una cena per due. Ovviamente, essendo una tappa di un viaggio di nozze, ho prenotato la sala privè. Vi spiego brevemente: il ristorante è caratterizzato da un sorprendente gioco architettonico di salette che si intersecano, ma che, allo stesso tempo, restano raccolte nella loro intimità (fonte: www.sadler.it).
La saletta Privè è quindi quella più azzeccata per una cena romantica, in quanto è presente un solo tavolo per due persone.
Ci hanno subito accolti offrendoci un ottimo flute di Champagne (da qui in avanti non ho più potuto fare a meno della bollicina per cominciare i pasti! -.-‘) e degli stuzzichini, per darci il tempo di leggere il menù.
Non dimentichiamo i famosi paninetti. Sono arrivata alla conclusione che non puoi definirti un ristorante stellato se non hai almeno un’entrée e i paninetti! (nda)

Desiprodaccion - Sadler: paninetti

A questo proposito, il benvenuto dello chef è stata una crema di melone con maionese al melone e prosciutto tostato, accompagnato da una fettina di pane tostato con rosmarino (ho ancora l’acquolina in bocca!).

Desiprodaccion - Sadler: entrée

La mia scelta per cominciare non poteva che essere il misto crudo. Un piatto da togliere il fiato, sia per l’occhio, sia per i nuovi gusti che mi ha fatto scoprire! Andiamo con ordine:

Desiprodaccion - Sadler: misto crudi

Si comincia la degustazione dall’ostrica servita con spuma di Mojito : vabbè, avrei anche potuto morire subito dopo il boccone, che sarei morta felice… io potrei vivere di sole ostriche e bere solo mojito!
D’accordo. Non ricordo più l’ordine esatto con cui avrei dovuto mangiare il piatto, ma vi elenco comunque gli assaggi (da in alto a sinistra fino a fare il giro completo del piatto): rotolino di riso venere e salmone, tartare di ricciola e avocado, tartare di tonno, spiedino di tonno e pop-corn di amaranto e salsa di soia, scampo con melone compresso e prosciutto disidratato, gamberetti con pane al basilico e coulis di pomodoro, tartare di triglia con gazpacho di anguria e liquirizia, coralli di capesante con fagiolini.
(Ok, ora che ho la bava alla bocca vi dico anche il resto… ^_^)

Mio marito, che voleva il mio piatto, ma che ho convinto a prenderne un altro per variare e assaggiare cose diverse (mi sta maledicendo ancora!), ha preso invece un’insalata di pesce e verdurine con varie vinaigrette vegetali. Non che questo piatto fosse cattivo (anzi!!), ma di certo non era all’altezza di tutto il ben di Dio che vi ho elencato sopra!

Desiprodaccion - Sadler: insalata di mare

Le presentazioni dei piatti erano qualcosa di fantastico, ma i sapori, nuovi per i comuni mortali, ci hanno lasciato davvero senza parole.
Diego ha proseguito poi con il primo (io ero già piena!): farfalline di pasta fresca ai fiori di zucchina, gamberi rossi e fiocchetti di ricotta di Seiras. Poco da dire: squisite!

Desiprodaccion - Sadler: farfalline di pasta fresca

Il secondo però me lo sono concesso: hamburger di dentice e scampi, salsa piccantina, patate fiammifero e verdure di primavera. Originalissimo, buonissimo!

Desiprodaccion - Sadler: hamburger di dentice e scampi

Diego ha preso invece un trancio di ricciola in crosta di olive taggiasche, pappa al pomodoro e patate roccia. E anche qui, nulla da eccepire. Diego conferma la bontà assoluta dei piatti di Sadler.

Desiprodaccion - Sadler: trancio di ricciola e olive taggiasche

Ovviamente Sadler ha anche un’ottima cantina. Abbiamo accompagnato i nostri piatti con un Friulano eccellente.
Per concludere la cena, essendo io piena, ho ordinato un sorbetto alla mela verde (pensando di rinfrescarmi un po’…) e Calvados, un distillato di sidro di mela tipico dell’omonimo dipartimento francese della Bassa Normandia (fonte: Wikipedia). Diciamo che ho concluso proprio in “ebrezza”.

Desiprodaccion - Sadler: sorbetto alla mela

Diego, invece ha scelto lo sformato di cioccolato amaro con cuore morbido di cioccolato bianco. Una goduria per i palati!

Desiprodaccion - Sadler: sformato di cioccolato

Manager e Creativo, trasgressivo quanto basta, rigoroso nell’applicare le regole, brillante nel trasgredirle.
CLAUDIO SADLER grande Chef con due stelle MICHELIN, è anche un personaggio piacevolissimo, vulcanico ed entusiasta, una figura di spicco nel panorama della cucina internazionale (fonte: www.sadler.it).

Affianco a Sadler (il ristorante), c’è il Chic’n Quick, capitanato sempre dallo chef Sadler, ma con prezzi un po’ più alla portata di tutti. Vi narrerò anche di questa moderna trattoria sul Naviglio, perché è un luogo meraviglioso e i piatti, essendo sempre i suoi, sono davvero ottimi! Ma un’altra volta, ora devo andare…
Vi lascio con questa foto che ritrae Marito e Sadler. Due uomini stupendi.

Baci, baci.
D.

Desiprodaccion - Sadler: Diego e Sadler

Sadler

Sadler
Via Ascanio Sforza, 77 – 20141 Milano
Tel. + 39 02 58104451
WEBSITE: www.sadler.it/ristorantesadler

N.B.: Tnx to Danielsan per il regalo di nozze!! 🙂

Be Bop Milano

Be Bop: Libertà alimentare, ma anche no!

Una nota polemica, direi che ogni tanto ci sta.
Oggi vi narrerò la mia pessima esperienza al BeBop, un ristorante che propone sia piatti normali per tutti i comuni mortali (pizza compresa), sia piatti per vegetariani, che ormai vanno di moda.
Meno male che almeno ho potuto gustarmi un buon vino, Il Funtanaliras, Vermentino di Gallura D.O.C.G.

Leggendo il menù, tutto sembrava delizioso, ma non essendo io vegetariana, ho deciso di optare per i piatti “normali” (pessima idea!!) e la scelta del vino è fondamentale anche per decidere che cosa mangiare… ovviamente ho prediletto il pesce.
Ho cominciato con un bis di tartare: salmone con finocchi ed erba cipollina, orata con una salsina di cui non ricordo il nome; la mia portata migliore!

A seguire, la mia scelta è caduta su questo “Fagottino di salmone con pistacchi“, che di fagottino aveva ben poco: nell’immagine qui sotto potete notare che in realtà era un trancio di salmone con una granella di pistacchio, nulla di più. Buono, sì, ma potevo farmelo anche a casa!
Be Bop: Libertà alimentare, ma anche no! - Fagottino di salmone con pistacchi

Ma vorrei mostrarvi anche i piatti degli amici con cui ho cenato. Creerò una classifica dei 3 piatti peggiori:

Al terzo posto si classifica, non tanto per l’aspetto che sembra(va) anche buono, ma più per il gusto acidulo di quella salsina gialla (che ovviamente ho assaggiato): Branzino croccante con sesamo e salsa allo chardonnay
Be Bop: Libertà alimentare, ma anche no! - Branzino croccante con sesamo e salsa allo chardonnay

Il secondo posto se lo aggiudica, questa volta più per l’aspetto che per il gusto, che, a quanto dice la persona che l’ha mangiato, era buono:
Filetto di manzo alla griglia con radicchio
Be Bop: Libertà alimentare, ma anche no! - Filetto di manzo alla griglia con radicchio

Ed il primo posto sul podio spetta a… (rullo di tamburi)
L’entrecote di manzo con riduzione di aceto balsamico e puré
Be Bop: Libertà alimentare, ma anche no! - entrecote di manzo con riduzione di aceto balsamico e puré

Concludo dicendo che la scelta di andare al BeBop è stata fatta in quanto consigliato da alcune persone e perché, essendoci tra noi un vegetariano, volevamo trovare un punto d’incontro tra le diversità alimentari, ma poi (mannaggia a lui!!) questa persona non è potuta venire: nessuno ha scelto pietanze vegetariane, chissà, magari potevano essere migliori di quelle “normali”… resterà un mistero!

Se vorrete provare, ecco i dati del ristorante:

Be Bop Milano

Be Bop
Viale Col di Lana, 4 – 20136 Milano
Tel. 02 8376972 – bebop.milano@virgilio.it
WEBSITE: http://www.bebopristorante.com/
Juleps Milano

Juleps – American bar

Ok, veniamo agli “ubriaconi“.
Liqueur de Chambord | Juleps
Voglio presentarvi il JULEPS, un American Bar & Restaurant, ma voglio soffermarmi più sul bere..

Kevin è il nome del mio BARTENDER (ormai) preferito. Oltre ad essere un gran figo, è preciso come è ormai raro essere e saltuariamente si inventa anche buonissimi cocktails! Ma attenzione, la domenica ed il lunedì, lui non c’è. (#sapevatelo)

Il Juleps, a differenza degli innumerevoli pub situati sui Navigli di Milano, offre una vasta scelta di ottimi cocktails, preparati inoltre con grande accuratezza e precisione.
Suddivisi per spirito, ce n’è davvero per ogni gusto!

La prima volta che sono andata al Juleps, ho subito testato il mio cocktail preferito: il Cosmopolitan. Ottimo. Davvero. Ben poco da dire al riguardo: se si seguono alla perfezione le dosi, è difficile fare un cattivo cocktail, no?

Cosmopolitan | Juleps

Qualche sera dopo, invece, sono scesa (sì, scesa, perché in pratica abito lì sopra!) dopo cena e Kevin mi ha consigliato lo Chambord Kamikaze, molto simile al Cosmopolitan, in quanto è a base di Vodka, ma con l’aggiunta di questo liquore di cui ne ignoravo l’esistenza. A differenza del Cosmopolitan, questo cocktail risulta al palato più secco, meno dolce.

Un altro buon cocktail che vi consiglio è il Lots of Passion. Anche questo a base di vodka, beh, penso si sia capito che questo è lo spirito che preferisco. Notare il tocco di classe di mettere quei micro pallini di zucchero rosa all’interno del frutto della passione. Una libidine:

Lots Of Passion | Juleps

Ed infine, per le donzelle più delicate, un po’ come mia sorella, che non regge nulla e che schifa fin troppe cose, consiglio lo Champagne Julep. Sì, a base di Champagne, avete letto bene, CHAMPAGNE. Delicato, ma al tempo stesso ha quel tocco deciso di menta. Accompagnato da un assaggio di frutti di bosco:

Champagne Julep | Juleps

Un consiglio spassionato: se passate dal Juleps, evitate di chiedere cose tipo “Vodka-redbull“: non è cosa, fidatevi!

Bè, a me è venuta sete. Quindi unitevi a me e andiamo a gustarci un ottimo drink al Juleps (con quel figo di Kevin!).

Juleps Milano

Juleps
Via Evangelista Torricelli, 21 – 20136 Milano
Tel. 02 89409029 prenotazioni@julepsmilano.com
Happy hour dalle 19.00 alle 20.30 – Domenica brunch dalle 12.00 alle 16.00
WEBSITE: http://www.julepsmilano.com/

Osteria Conchetta – cucina meneghina

Ieri sera, per festeggiare il compleanno di una mia carissima amica, siamo andate a cena solo donne presso l’osteria Conchetta.
Vi dirò la verità: in realtà io avevo già cenato prima di uscire, dato che loro arrivavano tardi… ma una volta arrivate lì, non sono riuscita a resistere alla magica TARTARA di manzo!
Siamo state accolte caldamente dal proprietario in persona: un giovane che ci ha fatte subito accomodare offrendoci un buon flûte di spumante come aperitivo.

Aperto il menu ci siamo subito lasciate trasportare e abbiamo optato per un antipasto della casa da dividere in sei ed un secondo a testa.
L’antipasto prevedeva salumi e formaggi di ottima qualità, accompagnati da miele e una salsina alle cipolle (tanto eravamo fra donne!! ^_^ ). Siamo poi passate ai secondi: ci siamo “accoppiate” per poter assaggiare un po’ di tutto, in quanto il capo consigliava vivamente la TARTARA, quindi tutte volevamo provarla! In tre abbiamo preso quindi la tartara le altre tre invece, brasato con polenta, ossobuco con purè e involtini di verza. Tutto era veramente squisito!

Ma soffermiamoci sulla tartara: battuta esclusivamente a coltello, la preparazione del piatto veniva fatto proprio al tavolo con tanto di spiegazione di ogni singolo ingrediente. A partire dal sale di Maldon (che si presenta a cristalli, a scaglie), continuando con un tuorlo d’uovo, il brandy, la salsa worcester, il tabasco, la senape e per finire un trito di cipolle, capperi ed acciuga, la carne veniva “massaggiata” infine con la cremina ottenuta.

osteria conchetta tartara (grazie Ale per la foto!)

Ogni portata aveva un gusto deciso e travolgente ed i prezzi sono notevolmente equilibrati.
Il servizio impeccabile, camerieri molto disponibili e proprietario simpatico che trova sempre il modo per intrattenere i suoi ospiti.

L’osteria Conchetta
Via Conchetta, 8
20136 Milano
Tel.: 02 8372917
Website

Soho Café – Milano

Parto proprio dal mio ristorante preferito, perché voglio che lo conosciate tutti.
Soho CaféSoho CaféSoho Café

E’ uno dei migliori giapponesi di Milano, offre un ottimo servizio ai tavoli: i camerieri sono gentili e disponibili e se hanno la possibilità di conoscervi meglio (come nel mio caso), sapranno anche viziarvi nel modo giusto.
Il proprietario, Hu Franco, è un simpatico cinese che sa sempre consigliarti al meglio le portate più buone.
Soho caféSoho café
La location del Soho Café posso assicurarvi che è molto accogliente: romantica quanto basta per una cena di coppia e calda d’inverno. Dispone anche di tavoli all’aperto, in questo giardino ricoperto da alberelli che sembrano abbracciarti.
Soho caféSoho café
Il Soho Café offre degli ottimi piatti gustosi, a partire dagli antipasti che loro chiamano “piattini”, ai maki, fino ad arrivare anche alla tempura: tutto veramente ottimo e di alta qualità. Il pesce, selezionato dal proprietario è sempre il migliore di tutta Milano.

Soho CaféSoho CaféSoho Café

Soho Café
Via Carlo Farini, 74
20159 Milano
Tel: +39 026889264
Web Site