Carlo dà il via alla maniera sua…

Ed ecco la prima vera tappa del nostro fantastico VIAGGIO DI NOZZE.

La Maniera di Carlo, un bellissimo ristorante di cucina italiana in zona XXII Marzo, che ha voluto incarnare un insieme di buone maniere che soddisfano tutti i sensi, che rievocano ricordi e tradizioni assopite che facciano guardare al futuro con ottimismo e vivere il presente in maniera entusiasta (#cit. Francesco Germani). Ed è proprio con entusiasmo che lo staff, che in media raggiunge appena i 25 anni di età, gestisce questo grazioso posticino.
Sono rimasta davvero stupita dalla professionalità che questi giovani camerieri dimostravano nel servire le pietanze impeccabili.
Il ristorante però non è gestito da “Carlo”, ma dal figlio, che ha voluto rendere omaggio al padre scomparso dando nome al locale ricordando le sue buone maniere. L’ambiente è elegante e caldo, nulla è lasciato al caso, tutto indica una raffinata cura per i dettagli e questo garantisce la giusta intimità, che ho avuto il piacere di provare sedendomi al tavolino vicino ad una porticina che porta al cortile, ottimo per la calda stagione.

Appena arrivati, ci hanno fatti accomodare e come benvenuto, lo chef, aveva preparato questa sorta di “pinzimonio moderno” con una spuma di barbabietola (premetto: non mangio barbabietole.). Un benvenuto fresco ed originale, ho apprezzato (abbiamo, perché anche Diego non mangia barbabietole) persino la spuma!
Mentre sorseggiavamo delle bollicine, abbiamo sfogliato il menù. Ovviamente, come da bon-ton, nel mio non erano presenti i prezzi, come invece lo erano in quello per l’uomo. La scelta è stata ardua, ma alla fine siamo arrivati a decidere per una cena a base di pesce.
Come ogni ristorante di lusso che si rispetti, non è definibile tale se non c’è un’entrée. Ecco, in questo caso, io ci tornerei più e più volte anche solo per questo piccolo piattino: un cannolo di pasta fillo con all’interno melanzane tritate, salsa di parmigiano e, ai lati, pomodorini confit (questi ormai sono la mia ossessione!!).

La Maniera di Carlo - Entrée

Abbiamo quindi iniziato la cena con i crudi: io ho optato per la tartare di seppia alla vodka e basilico, leggera salsa wasaby e soya e insalatina di crauto bianco. Diego è stato invece tentato dai crudi di pesce, frutta e fantasia, un piatto davvero curato nei gusti e nell’aspetto: la cucina infatti si fonde su un’attenzione meticolosa per le materie prime e sulla continua ricerca di eccellenze, fornite da una selezione di piccoli produttori italiani. Erano degli assaggi di vari pesci e crostacei, ognuno abbinato con un frutto o una salsina.

La Maniera di Carlo - Tartare di seppia

La Maniera di Carlo - Crudi misti

Ovviamente, la mia scelta era la migliore e quindi, Diego, ha pensato bene di fregarmi quel delizioso piatto di tartare, cedendomi il suo misto crudo.. -.-‘

Da dividere, invece, abbiamo scelto un (SIGNOR) gamberone rosso Carabineros, melone, passion fruit e alghe shiso. Bè, sono ancora senza parole per poterlo descrivere. Era qualcosa di tremendamente buono!!

La Maniera di Carlo - Gamberone rosso Carabineros

Ok. Finiti gli antipasti, mi è arrivato al tavolo un cucchiaio ed ho esultato: come primo avevo scelto degli spaghetti e, da buona terrona, sono abituata a mangiarli col cucchiaio, quindi mi domandavo se in un posto del genere era possibile anche solo immaginare di chiederne uno… Ma poi ho capito.
C’era un assaggio a metà del pasto per ripulire il palato: una schiuma di schweppes con cetriolo tritato. Delusa per via del cucchiaio, ma molto, molto colpita anche da questa entrée dei primi…

La Maniera di Carlo -

A seguire, come accennavo prima, ho scelto una carbonara di mare affumicata, invitante per via delle uova di salmone che io adoro (!), erano degli spaghetti neri alla chitarra al the Lapsang Souchong con gamberi e, appunto, uova di salmone. Ottimi, ma a gusto personale, un po’ nauseanti: le porzioni sembrano piccina, ma in realtà riempiono un sacco!

La Maniera di Carlo - Spaghetti alla chitarra in carbonara di mare

Diego ha invece preso lo spaghettone di Gragnano selezione Afeltra con alici, n’duja, pane alle erbe e granella di pistacchio. Erano talmente buoni che si è persino scordato di farmeli assaggiare! -.-‘

La Maniera di Carlo - spaghettone di Gragnano

A questo punto eravamo abbastanza provati. Ma, dato che generalmente non riusciamo quasi mai ad arrivare al dolce, Diego ha deciso di provare il tiramisù con granita di caffè. Ma prima (!), entrée del dolce!! >.<
Un semifreddo allo yogurt, pesche e sorbetto di basilico.

La Maniera di Carlo -

L’assaggio era squisito. Ma il tiramisù ancora di più! (sono in vena di rime)

La Maniera di Carlo - Tiramisù con granita di caffé

Per concludere in bellezza, il titolare ci ha deliziati con un amaro che può far digerire persino la peperonata(!!); un nome, un programma: TOCCASANA, ho detto tutto.

Ok, perdonatemi: le foto non sono il massimo ma era pur sempre una cena romantica (!) e quindi la luce era parecchio soffusa… Photoshop aiuta, ma non sempre fa miracoli! 😛

Vorrei concludere accennandovi una futura recensione. Più o meno…
Dopo La Maniera di Carlo, no, non la stessa sera, qualche sera dopo, siamo stati in un ristorante con una Stella Michelin. A confronto, La Maniera di Carlo ne merita almeno una in più di quest’altro…
Non voglio rovinarvi la sorpresa, quindi non vado oltre.

Vi basti sapere che non tutte le stelle brillano.

Xo, Xo.
D.

La Maniera di Carlo

La Maniera di Carlo
Via Pietro Calvi, 20129 Milano
Tel. + 39 02 76024261
WEBSITE: http://www.lamanieradicarlo.it/
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